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Dopo aver visto i video di danza di Ronit, Kim Wise, una grande professionista del movimento, ha contattato Ronit in privato per poter condividere i suoi video di danza con altri esperti del metodo Feldenkrais.

“Kim Wise: I just had to share this dialogue with my colleagues with Ronit’s permission. Please watch the video first so beautiful her movement:
Ronit Mandel Abrahami: Thank you kim…
Kim Wise: Ronit I am a movement specialist and your move is such an amazingly differentiated and elegant way – one of the best I have had the pleasure to witness, thank you so much for posting your video and for your friend request.
Ronit Mandel Abrahami: Kim I’m very happy to meet you because I am working with Feldenkrais method since 8 years and I cooperate with physiotherapist in my accademy of middle-east dancing. Thank you very much, it’s very important the quality of movement, lot of people doesn’t recognise it.
Kim Wise: Oh yes the QUALITY is what you express so well. If I may, I would love to share your video and our conversation with my professional colleagues worldwide of Feldenkrais Practitioners who are all movement specialists. Where are you from?
Ronit Mandel Abrahami: It will be a pleasure! I live in Italy but I’m Israeli.
Kim Wise Ahhhhh, what a combination… this work of movement I have spent a lifetime studying originates in Israel.
Ronit Mandel Abrahami: I’m writing a book concerning my method for dancers and for finding the essence of movement.
Kim Wise: I did see Israel and Italy in your movement too. How wonderful.
Ronit Mandel Abrahami: Yes I know Moseh Feldenkrais.
Kim Wise: Let us then spread your wonderful work around the world. You knew him, or you have heard of his work, or studied it?
Ronit Mandel Abrahami: I was working on my method for my book about the essence of movement and my students, 10 years ago, told me that my work was similar.
Kim Wise: He physiotherapist you mean?
Ronit Mandel Abrahami: No I cooperate with Italian physiotherapist that work by using Feldenkrais method.
Kim Wise: Oh yes – you ARE the essence of all that Moshe Feldenkrais teaches.
Ronit Mandel Abrahami: He was a genius.
Kim Wise: Physiotherapist is so funny the spelling.
Ronit Mandel Abrahami: How do you say it in English?
Kim Wise: Yes he certainly was… no doubt – in line or more than Einstein. Physiotherapist – I am that too, and a Scientist (Anatomy Major) and a Bones For Life Practitioner/Teacher ( google Bones for Life – an evolution of the Feldenkrais Method by Ruthy ALon who looks like and moves like a young girl at 83.
Ronit Mandel Abrahami: It’s wonderful… I wrote a book about the archetype in movement and now I’m writing a book on my method. In Italy I practice my method to found holistic movements.
Kim Wise: I cannot wait until you publish so I could read, but better still if I could attend your classes and learn to move again like you do, a long time ago I used to but I am a wild country girl and I have had many major injuries off wild horses.
Ronit Mandel Abrahami: Do you read Italian?
Kim Wise: No
Ronit Mandel Abrahami: Sorry about it. I hope to meet you!
Kim Wise Come to Australia! I have friends that are famous Tango dancers in Italy.
Ronit Mandel Abrahami: Who know… it will be nice.
Kim Wise: My Mother and Grand Mother especially was a great dancer; she had nine children and ran nine dance studios in Australia pre television.
Ronit Mandel Abrahami: Where in Italy? What are their names?
Kim Wise: My Grand Mothers stage name was Marjorie Daw.
Ronit Mandel Abrahami: It’s wonderful… dancing is a very important part of life.
(sorry for my English!!)”

Kim Wise – Physiotherapist/Rehabilitation Specialist – Post graduate diploma in Physiotherapy Cumberland College of Health Sciences at Sindney University; BSc – Anatomy Major; Certified Feldenkrais Practitioner, Bones for Life Practitioner.

Analisi più scientifica del metodo Ronit®

“L’estensione graduale e la ripetitività sono i principi analizzatori dei sistemi complessi. Non è sorprendente trovare un’analogia di questi principi con quelli che stanno alla base del Metodo Ronit®. Tale capacità di interazione (Auto-similarità, passaggio da un livello all´altro esplorando i principi approssimativamente simili) dà grande valore al Metodo Ronit®. Nel percorso che segue l’approccio del Metodo Ronit®, la danza viene usata come uno strumento. Analizziamo brevemente un esempio dalla robotica. Il movimento del braccio di un robot composto da un’articolazione si descrive tramite un sistema di estensione scorrevole non-lineare, con vari gradi di possibilità di estensione del movimento. L’articolazione di un robot funziona, quindi, in base alla meccanica. Nel caso del braccio umano subentrano, in aggiunta, i relativi tendini e i muscoli. In questo caso c’è il compito, per il sistema nervoso, di controllare in tutta la sua estensione il sistema non-lineare, per esempio quando deve prendere un oggetto con la mano. A causa dell’esistenza dei vari gradi di estensione del movimento, esistono anche tante possibilità di afferrare un oggetto con la mano. Quale sia il modo migliore e più appropriato per farlo, è stabilito dal cervello, che è anche sede della mente. L’osservazione e l’analisi del modo in cui il cervello prende la decisione spiega che il sistema complesso non-lineare consta di meccanismi semplici. L’arte dell’operatività (se vogliamo usare questa nozione tecnica anche per il corpo umano) di un sistema complesso sta nel controllo del caos. Ricadere nel caos rappresenta il pericolo di ogni sistema complesso. Dall’altro lato, però, è proprio ai margini del caos che troviamo la più grande capacità di un sistema. Una delle possibilità di controllo del caos è rappresentata dal ritmo. Usare i vari gradi di estensione di un movimento, come ci insegna il Metodo Ronit® (perché isola ogni componente del corpo), porta ai margini di caos. Durante l’improvvisazione, il ritmo della musica sta controllando il corpo ai margini di caos. E grazie a questo metodo è possibile arrivarci.”
(Fisico teoretico, membro governativo che per il ruolo ricoperto preferisce non essere citato)

Il movimento e la danza orientale

“Il corpo umano in se stesso è un’opera d’arte. Un’architettura meravigliosa in cui niente è lasciato al caso. La forma di ogni osso, di ogni muscolo, esprime direttamente la propria funzione ed è possibile coglierla in modo intuitivo, quando si presta la propria sensibilità all’ascolto del corpo. Dopo tanti anni di studio e pratica, questo aspetto di immediatezza e bellezza ancora mi colma di stupore e mi affascina.
Al di là di quanto si possa apprendere dai libri di anatomia, nessuna conoscenza può essere così profonda come quella che deriva dalla consapevolezza e dall’esperienza del corpo in movimento. Per quanto si impari a differenziare, a richiamare all’attenzione anche i minimi dettagli, si percepisce chiaramente che questo apprendimento non ha fine e ciò fa stare bene, in grado di evolversi e non invecchiare. Invecchiare è quando si smette di imparare.

Il motivo per cui ho incontrato Ronit è probabilmente che entrambe, con linguaggi differenti (lei quello della danza, io quello della terapia riabilitativa) perseguiamo gli stessi obiettivi: esprimere sempre meglio la nostra professionalità; insegnare alle persone a far emergere le proprie potenzialità; insegnare loro ad amarsi per ciò che sono e per ciò che possono diventare. Ma, soprattutto, farlo attraverso un tracciato netto e replicabile: i risultati, quando arrivano, non compaiono per “magia”. Chi lavora su di sé deve avere chiaro il punto d’inizio e deve comprendere il percorso di apprendimento che ha generato il risultato. In altre parole, il nostro compito è anche insegnare a diventare più consapevoli e responsabili di se stessi. Ecco perché l’approccio che io utilizzo, il Metodo Feldenkrais, si adatta perfettamente alla tecnica che Ronit ha ideato per insegnare la danza, vale a dire al Metodo Ronit®.

Due parole sul Metodo Feldenkrais
Il Metodo Feldenkrais® è un sistema di apprendimento somatico che, attraverso il movimento e la consapevolezza, aiuta la persona a migliorare postura, coordinazione, flessibilità, autostima e permette di alleviare dolori e tensioni muscolari in modo gentile. Il Metodo viene applicato a ogni ambito dell’attività umana e può essere praticato da tutti, perché rispetta limiti e potenzialità di ogni persona.

Le strategie pedagogiche del Metodo forniscono validi strumenti per la riprogrammazione individuale e l’evoluzione di funzioni motorie più efficaci e vicine all’intenzione che le anima. Questo significa non solo progredire nella tecnica, ma anche imparare a riconoscere i propri stati di disagio e le abitudini di movimento dannose, insegnando alla persona a gestirle. Ma l’aspetto forse più interessante del Metodo Feldenkrais è che si diventa consapevoli del proprio repertorio innato di movimento, attingendo a risorse spesso sopite e nascoste, percependo tutto ciò come una maggiore libertà di movimento. In questo modo è possibile accedere a un livello di espressione corporea più vicino all’intuitività, ed è proprio accostandosi a questa dimensione che si conferisce un’impronta personale all’interpretazione artistica.

Per fare tutto ciò, durante le lezioni Feldenkrais, si utilizzano sequenze di movimento proprie dello sviluppo motorio del bambino, o del movimento di altre specie animali, o si prende spunto da movimenti abituali, etc, seguendo particolari tecniche di differenziazione e integrazione neuromotoria. Nonostante alla base del Metodo Feldenkrais ci siano teorie molto complesse, nella pratica la persona si rilassa, si incuriosisce, perfino si diverte. L’impressione è quella di “giocare” con il movimento proprio come quando eravamo bambini.

Il Metodo Ronit® è il frutto di una ricerca personale che percorre tracciati in parte paralleli a quelli del Metodo Feldenkrais. Tuttavia, mantiene la sua originalità e specificità: è dedicato all’apprendimento della danza orientale, che è movimento, disciplina e molto di più. Dal punto di vista del movimento, il Metodo Ronit fornisce, oltre che una moltitudine di esercizi per la libertà e la differenziazione dei segmenti corporei, una chiara consapevolezza dei riferimenti spaziali intorno ai quali la danza ha luogo: gli assi del corpo e la relazione con la forza di gravità. Potremmo dire che la danza orientale, dal punto di vista del movimento, è un vero e proprio fluire tutto intorno a questi assi:
1. L’asse verticale, che esprime il nostro dialogo con la forza di gravità attraverso la spinta dei piedi, l’orientamento del bacino e della testa e il gioco di movimento a spirale delle vertebre, che fungono da catena di trasmissione della forza;
2. L’asse orizzontale, o relazionale, attraverso il quale interagiamo con l’ambiente attraverso i movimenti degli arti (la chiusura e l’apertura, il loro avvicinarsi o allontanarsi dal centro del corpo);
3. L’asse di ogni osso e articolazione, dalle dita dei piedi al cranio: imparare a differenziare il movimento attorno a questi assi conferisce infinite sfumature ed espressioni al nostro movimento, proprio come, a partire dai colori di base e dalla scelta del pennello, il pittore interpreta la propria opera d’arte in modo del tutto originale e affine al sentire del momento.

Gli assi diventano i punti cardinali da cui non si prescinde e rispetto ai quali il movimento può essere coltivato, esaltato e abbellito.

Interiorizzando la “disciplina degli assi”, la persona può aumentare la padronanza muscolare ed eseguire in maniera differenziata – ma anche piacevole – movimenti sempre più complessi.

Parola chiave: interiorizzare
Spostare i propri riferimenti corporei dallo specchio e dall’imitazione visiva dell’insegnante verso i propri assi, cambia completamente il modo di apprendere. Significa liberarsi, durante l’esecuzione, dall’”egemonia degli occhi” e attingere a un patrimonio di sensibilità corporea che, con la sola imitazione visiva, viene soffocato e non può emergere.

Interiorizzare gli assi consente al danzatore, quando lavora allo specchio, di dedicare la propria attenzione visiva all’armonia con le compagne durante l’esecuzione di una coreografia. In questa prospettiva, la presenza dell’insegnante può essere considerata come quella di un direttore d’orchestra per i musicisti, più che un modello da imitare. Pensate a quanto, utilizzando questo punto di vista, possa cambiare la qualità della danza e la sincronizzazione di una coreografia.

Al di là di ogni descrizione soggettiva che della danza si può fare, al di là dei mille modi in cui la si può imparare, questo metodo consente di sviluppare la didattica della danza orientale (e, se vogliamo, della danza in generale) in modo “scientifico”, riproducibile, verificabile e assolutamente completo. Qualsiasi professionista del movimento e qualsiasi allievo potrà apprezzarlo, e i risultati non si faranno attendere.”
Roberta Gatto – Fisioterapista

L’efficacia del Metod Ronit®

“Da circa un anno frequento il corso di Danza Orientale tenuto da Ronit Mandel Abrahami, che sottolinea in ogni momento l’importanza della Danza come consapevolezza di sé e percezione concreta del contatto dei nostri piedi con il terreno e ribadisce la sua crescita professionale anche attraverso il metodo Feldenkrais. Essendo una Terapista della Riabilitazione sono a conoscenza di questo metodo, quindi ho seguito con particolare attenzione le indicazioni di Ronit durante le sue lezioni.

Nel corso del tempo, ho iniziato ad applicare sulle mie pazienti alcuni esercizi preparatori tratti dal metodo di Ronit, che a lezione ci fa eseguire per riscaldare e sciogliere le articolazioni. Nella diagnosi di alcune pazienti operate di protesi d’anca ho rilevato evidente assenza del movimento basculante del bacino durante il cammino; ho inserito quindi i movimenti di basculamento sull’asse orizzontale del bacino, il twist sull’asse verticale, il passo con forte battuta del piede sul terreno e ginocchia semiflesse, la mobilizzazione delle scapole.

Attraverso la presa di coscienza delle possibilità di movimento del bacino, le pazienti hanno acquisito maggiore consapevolezza dei limiti di movimento del loro bacino e hanno recuperato fluidità nel movimento in circa 4 settimane di esercizi con frequenza di 3 volte a settimana. Inoltre, le pazienti si sono sentite fortemente gratificate nel provare una libertà di movimento mai goduta in anni di malattia cronica.

Nel trattamento di una paziente con frattura bimalleolare sinistra (caviglia) ho verificato un blocco nei movimenti di tutta la metà sinistra del corpo, dal collo al piede, e ho proposto alla paziente gli esercizi preparatori proposti dall’insegnante Ronit:

– scapole: mobilizzazione isolata di una scapola e poi di entrambe nelle direzioni basso, centro e alto rispetto all’asse verticale;

– tronco (parte alta): twist del tronco mantenendo la parte inferiore del corpo ferma (dall’ombelico ai piedi);

– bacino: basculamento e twist.

La paziente partecipa attivamente alla presa di coscienza dei propri limiti e tale consapevolezza ha permesso di ottenere fluidità nei movimenti della parte sinistra in circa 5 settimane di esercizi.

Mi auguro vivamente che questo piccolo resoconto di un’esperienza lavorativa e personale possa stimolare la curiosità e il coraggio di provare il metodo proposto da Ronit Mandel Abrahami per ottenere benefici insperati e addentrarsi nella conoscenza di quello “sconosciuto” che è il nostro corpo.”
Paola Dolfi Fisioterapista

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