Testimonianza di Daura Sorrentino

Testimonianza di Daura Sorrentino

I risultati dell’unicità ed efficacia del metodo Ronit sono evidenti in ogni sua allieva, attraverso un reale cambiamento sia interiore, mediante una diversa percezione della vita, sia esteriore.

Un esempio pratico vissuto in prima persona e del quale posso dare testimonanza.

In caso di difficoltà dovuta dolore ad una spalla causato da “FENOMENI ARTROSICI ACROMION-CLAVEARI e TENDINOSI DEL SOVRASPINOSO E DEL SOTTOSCAPOLARE”, il metodo Ronit è andato ad agire sull’isolamento pur facendo muovere anche scapole ed altre parti in profondità, agendo innanzitutto sull’ascolto del movimento e sulla conoscenza e coscienza corporea, facendo sì che il miglioramento avvenisse anche in tutto il corpo attraverso movimenti diretti ed indiretti, agendo altresì sull’abbattimento delle contrazioni esterne. Il lavoro svolto mi ha consentito inoltre di reagire anche al contraccolpo ricevuto a causa di un tamponamento.

Quando, grazie ai suoi insegnamenti si riesce a percepire il proprio corpo aggregando il tutto nell’uno, si sarà raggiunta quella coscienza corporea troppo spesso dimenticata e si potrà continuare in un meraviglioso percorso che non ha fine.

Lavorare sull’unità tra corpo ed emozioni consentirà di accedere ai diversi strati della dimensione corporea e animica.

Fondamentale, oltre alla ginnastica Metodo Ronit, è la sua danza, molto profonda e ricca di plurimovimenti che la rendono unica e consente ulteriori passi in avanti.

Tutto nella sua danza fluisce in una dimensione energetica senza spazio e senza tempo. Le allieve di Ronit non hanno età.

 

Daura Sorrentino

Il METODO RONIT®

Il METODO RONIT®

In ebraico la radice del verbo ‘Bara’ è la stessa per i termini di ‘Salute’ e ‘Creazione’ (quest’ultima intesa come Creazione Divina).

L’Uomo deve ispirarsi alla Creazione, perché possa mantenersi in uno stato costante di salute.

Questo necessita di un viaggio per entrare nella connessione tra Salute e Creatività, una connessione spesso labile sia per eventi esterni che per mancanze di mezzi interiori.

Tuttavia, per la legge del duale l’Uomo, per entrare in uno stato di coscienza interiore, ha la necessità di cadere negli estremi del ‘due’ per aver poi l’opportunità di utilizzare il ‘Bara’ per costruire un mezzo di unione e integrazione dei due estremi.

Io chiamo questo ‘creare un ponte’. Il ponte ha due estremi collegati tra di loro, cosicché i due estremi trovano un legame armonico. Ed ecco l’importanza sacra del concetto di Movimento: cadere nei due estremi per poi costruire il ponte. Questo è il ‘Movimento Base’.

Dopo aver acquisito una conoscenza profonda di questo percorso si può procedere nell’articolare il corpo in movimenti creativi, sia per finalità fisico-ginniche sia per la Danza.

La nostra società tratta il corpo come un qualsiasi prodotto tecnologico, ma noi siamo molto di più. Il dono della bellezza è frutto di un lavoro profondo, che sviluppa la consapevolezza della parte infinita e immensa di ognuno di noi. Possiamo immaginare gli atomi e le cellule del corpo come pianeti di innumerevoli universi, perfetti nella loro struttura e nelle leggi che ne regolano le funzioni. In questo microcosmo nel macrocosmo si realizza l’unione tra il sacro e la materia: interiorizzare questa conoscenza corporea e spirituale è la via per ritrovare la qualità del movimento.

Il percorso per trovare la propria essenza non può procedere attraverso tentativi di adeguamento a modelli esteriori sempre diversi, in cui spesso la banalità è travestita da tendenza, ma deve fornirci le chiavi per accedere alla nostra parte migliore, alla nostra autenticità.

Come far sì che il corpo diventi realmente il tempio dell’anima?

Sono Ronit Mandel Abrahami e mi occupo di danza mediorientale come danzatrice e ricercatrice del simbolo del linguaggio corporeo attraverso l’arte della danza.

La manifestazione del corpo, come tutto ciò che si palesa nel mondo, è frutto di un linguaggio, di un codice fatto di simboli che aggregandosi fra loro formano parole, frasi e storie, in cui il significato palese non sempre è la verità. La creatività richiede l’uso del linguaggio in codice per manifestare la realtà in chiave estetica. La ricerca sull’estetica è legata al mondo invisibile, perché il mondo visibile ha creato stereotipi che rappresentano una unilateralità, nel campo della bellezza fisica come nella danza. Sembra che si debbano rispettare stereotipi riconoscibili per collocare le cose all’interno di un canone di bellezza. A me interessa ciò che non è palese: il ruolo dell’artista è scavare nel mondo invisibile per creare qualcosa che non sia conoscibile nelle modalità consuete. Questo è l’unico modo per trovare la propria autenticità.

Cosa significa intraprendere un percorso di crescita?

Significa unire elementi apparentemente divisi, creare un ponte tra anima e corpo, colmando consapevolmente quello spazio vuoto in cui si trova proprio la parte creativa. Gli esseri umani oggi percepiscono la realtà in coppie di opposti (bianco-nero, luce-buio, ecc.), mentre mai come oggi è vitale lavorare sul terzo elemento, collocato al centro, che unifica la dualità e armonizza qualsiasi contrasto.

L’imposizione di canoni e stereotipi da parte della società crea limiti percettivi e non permette di riconoscere con l’intuito la bellezza, che risiede invece dove non possiamo arrivare con i sensi comuni. Unire l’invisibile al visibile è come unire la profondità alla superficie, percorrendo tutti i gradi della coscienza, per poter creare attingendo alle nostre risorse interiori, senza accontentarsi dell’esistente. La verità è “dietro” al visibile come l’atomo è “dietro” alla materia: connettersi a livello energetico e vibrazionale con la realtà profonda ci preserva dallo sguardo illusorio imposto dal mondo in cui viviamo, dove tutto deve essere facile, veloce, semplice da descrivere perché necessariamente catalogabile.

Sulla base di questa mia continua ricerca ho elaborato un metodo di apprendimento corporeo accessibile a tutti e propedeutico a qualsiasi tipo di movimento. Dal 2012 il Metodo Ronit® è un marchio registrato ed è riconosciuto da molti fisioterapisti, che l’hanno sperimentato con notevoli risultati. Si tratta di un percorso che unisce la matrice spirituale al movimento e che porta alla consapevolezza del corpo, alla percezione profonda del movimento e al superamento delle barriere fra mente, anima e corpo, permettendo di recuperare la naturalezza e la fluidità del movimento assieme al benessere psico-fisico, in modo da superare blocchi psichici e fisici che stress, vincoli sociali e difficoltà personali impongono soprattutto inconsciamente, dando risultati significativi non solo a livello corporeo, ma anche a livello di percezione del sé profondo.

Il segreto del Metodo Ronit® risiede nell’isolamento minimalista delle articolazioni, che si ottiene agendo sui singoli muscoli scheletrici, e nel creare un dialogo costante tra il corpo e le sue varie parti, attraverso la presa di coscienza dei molteplici aspetti del movimento, percependo ogni dettaglio del corpo: è così che si arrivano a mobilizzare ossa e articolazioni normalmente considerati rigidi, come le vertebre e lo sterno.

Proverò a spiegare questo meraviglioso viaggio come la costruzione di un puzzle, prendendo coscienza che tutto l’universo e la molteplicità sono pezzi di un insieme del quale non avremo mai una visione completa, perché infinito. Compiendo questo viaggio, però, si può percepire la completezza vivendone singoli attimi.

Volendo riassumere il metodo in uno schema si potrebbe così configurare:

  1. Azione, attivazione dei muscoli scheletrici (anima corporea): utilizzando questi muscoli si rinforzano le articolazioni. Il corpo, attraverso il funzionamento delle piccole particelle come le cellule, ci insegna che quando funzionano il linguaggio e la comunicazione, siamo in uno stato di salute. Noi esseri umani dobbiamo avere dei ponti di comunicazione, per porre in dialogo l’aspetto più superficiale con quello più profondo e proiettarci nell’universo, consapevoli che ogni cosa che accade dentro di noi, accade anche fuori di noi.
  2. Percorso del movimento: come distribuire l’energia del movimento dai piedi al centro del corpo e verso la sua estensione periferica. Il movimento è un’energia che viaggia e che va saputa incanalare e gestire.
  3. Teoria della percezione: è fondamentale imparare a vedere ciò che non è evidente; nella danza, si tratta di comprendere quando un movimento è realmente ben fatto e fluisce in tutte le parti del corpo; nella ginnastica, si tratta di comprendere quando un movimento realmente lavora e produce il risultato voluto, che si traduce in utilità ed efficienza.

È un lavoro complesso, ma che conduce lungo un viaggio intrigante e affascinante, in cui i cambiamenti sono incredibilmente sorprendenti. Questo metodo prevede l’unione di danza e ginnastica, che si coadiuvano a vicenda: ciò che accade dentro il corpo umano può infatti diventare un modello di esecuzione dei movimenti. Così come il corpo nella sua parte occulta e interna funziona attraverso messaggi che si trasmettono da una parte all’altra, così il Metodo Ronit® ha unito il concetto di ginnastica e apprendimento corporeo alla danza e viceversa, perché più esploriamo il movimento da diversi punti di vista, più otteniamo risultati in tutte le sfere (estetica, salute, coordinamento).

Il metodo prevede l’impiego sia di lezioni online sia dal vivo. Nel corso online si può lavorare in modo più specifico, in quanto il programma didattico è progettato per l’individuo, come un abito fatto su misura. Inoltre, una volta al mese sono previsti seminari dal vivo.

È previsto un primo incontro online gratuito, un colloquio iniziale da cui partire.

Unire Qualità e buon prezzo, l’unione continua anche a livello materiale.

Ronit

Kim Wise | Physiotherapist/Rehabilitation Specialist

Kim Wise | Physiotherapist/Rehabilitation Specialist

Dopo aver visto i video di danza di Ronit, Kim Wise, una grande professionista del movimento, ha contattato Ronit in privato per poter condividere i suoi video di danza con altri esperti del metodo Feldenkrais.

Kim Wise: I just had to share this dialogue with my colleagues with Ronit’s permission. Please watch the video first so beautiful her movement:
Ronit Mandel Abrahami: Thank you Kim…

Kim Wise: Ronit I am a movement specialist and your move is such an amazingly differentiated and elegant way – one of the best I have had the pleasure to witness, thank you so much for posting your video and for your friend request.
Ronit Mandel Abrahami: Kim I’m very happy to meet you because I am working with Feldenkrais method since 8 years and I cooperate with physiotherapist in my accademy of middle-east dancing. Thank you very much, it’s very important the quality of movement, lot of people doesn’t recognise it.

Kim Wise: Oh yes the QUALITY is what you express so well. If I may, I would love to share your video and our conversation with my professional colleagues worldwide of Feldenkrais Practitioners who are all movement specialists. Where are you from?
Ronit Mandel Abrahami: It will be a pleasure! I live in Italy but I’m Israeli.

Kim Wise: Ahhhhh, what a combination… this work of movement I have spent a lifetime studying originates in Israel.
Ronit Mandel Abrahami: I’m writing a book concerning my method for dancers and for finding the essence of movement.

Kim Wise: I did see Israel and Italy in your movement too. How wonderful.
Ronit Mandel Abrahami: Yes I know Moseh Feldenkrais.

Kim Wise: Let us then spread your wonderful work around the world. You knew him, or you have heard of his work, or studied it?
Ronit Mandel Abrahami: I was working on my method for my book about the essence of movement and my students, 10 years ago, told me that my work was similar.

Kim Wise: He physiotherapist you mean?
Ronit Mandel Abrahami: No I cooperate with Italian physiotherapist that work by using Feldenkrais method.

Kim Wise: Oh yes – you are the essence of all that Moshe Feldenkrais teaches.
Ronit Mandel Abrahami: He was a genius.

Kim Wise: Physiotherapist is so funny the spelling.
Ronit Mandel Abrahami: How do you say it in English?

Kim Wise: Yes he certainly was… no doubt – in line or more than Einstein. Physiotherapist – I am that too, and a Scientist (Anatomy Major) and a Bones For Life Practitioner/Teacher (google Bones for Life – an evolution of the Feldenkrais Method by Ruthy Alon who looks like and moves like a young girl at 83).
Ronit Mandel Abrahami: It’s wonderful… I wrote a book about the archetype in movement and now I’m writing a book on my method. In Italy I practice my method to found holistic movements.

Kim Wise: I cannot wait until you publish so I could read, but better still if I could attend your classes and learn to move again like you do, a long time ago I used to but I am a wild country girl and I have had many major injuries off wild horses.
Ronit Mandel Abrahami: Do you read Italian?

Kim Wise: No
Ronit Mandel Abrahami: Sorry about it. I hope to meet you!

Kim Wise Come to Australia! I have friends that are famous Tango dancers in Italy.
Ronit Mandel Abrahami: Who know… it will be nice.

Kim Wise: My Mother and Grand Mother especially was a great dancer; she had nine children and ran nine dance studios in Australia pre television.
Ronit Mandel Abrahami: Where in Italy? What are their names?

Kim Wise: My Grand Mothers stage name was Marjorie Daw.
Ronit Mandel Abrahami: It’s wonderful… dancing is a very important part of life. (sorry for my English!!)”

Kim Wise – Physiotherapist/Rehabilitation Specialist – Post graduate diploma in Physiotherapy Cumberland College of Health Sciences at Sindney University; BSc – Anatomy Major; Certified Feldenkrais Practitioner, Bones for Life Practitioner.

Analisi più scientifica del Metodo Ronit®

Analisi più scientifica del Metodo Ronit®

“L’estensione graduale e la ripetitività sono i principi analizzatori dei sistemi complessi. Non è sorprendente trovare un’analogia di questi principi con quelli che stanno alla base del Metodo Ronit®.

Tale capacità di interazione (Auto-similarità, passaggio da un livello all´altro esplorando i principi approssimativamente simili) dà grande valore al Metodo Ronit®. Nel percorso che segue l’approccio del Metodo Ronit®, la danza viene usata come uno strumento.

Analizziamo brevemente un esempio dalla robotica. Il movimento del braccio di un robot composto da un’articolazione si descrive tramite un sistema di estensione scorrevole non-lineare, con vari gradi di possibilità di estensione del movimento.

L’articolazione di un robot funziona, quindi, in base alla meccanica. Nel caso del braccio umano subentrano, in aggiunta, i relativi tendini e i muscoli. In questo caso c’è il compito, per il sistema nervoso, di controllare in tutta la sua estensione il sistema non-lineare, per esempio quando deve prendere un oggetto con la mano.

A causa dell’esistenza dei vari gradi di estensione del movimento, esistono anche tante possibilità di afferrare un oggetto con la mano. Quale sia il modo migliore e più appropriato per farlo, è stabilito dal cervello, che è anche sede della mente.

L’osservazione e l’analisi del modo in cui il cervello prende la decisione spiega che il sistema complesso non-lineare consta di meccanismi semplici. L’arte dell’operatività (se vogliamo usare questa nozione tecnica anche per il corpo umano) di un sistema complesso sta nel controllo del caos. Ricadere nel caos rappresenta il pericolo di ogni sistema complesso.

Dall’altro lato, però, è proprio ai margini del caos che troviamo la più grande capacità di un sistema. Una delle possibilità di controllo del caos è rappresentata dal ritmo. Usare i vari gradi di estensione di un movimento, come ci insegna il Metodo Ronit® (perché isola ogni componente del corpo), porta ai margini di caos.

Durante l’improvvisazione, il ritmo della musica sta controllando il corpo ai margini di caos. E grazie a questo metodo è possibile arrivarci.”

(Fisico teoretico, membro governativo che per il ruolo ricoperto preferisce non essere citato)

Il movimento e la danza orientale

Il movimento e la danza orientale

“Il corpo umano in se stesso è un’opera d’arte. Un’architettura meravigliosa in cui niente è lasciato al caso. La forma di ogni osso, di ogni muscolo, esprime direttamente la propria funzione ed è possibile coglierla in modo intuitivo, quando si presta la propria sensibilità all’ascolto del corpo. Dopo tanti anni di studio e pratica, questo aspetto di immediatezza e bellezza ancora mi colma di stupore e mi affascina. Al di là di quanto si possa apprendere dai libri di anatomia, nessuna conoscenza può essere così profonda come quella che deriva dalla consapevolezza e dall’esperienza del corpo in movimento. Per quanto si impari a differenziare, a richiamare all’attenzione anche i minimi dettagli, si percepisce chiaramente che questo apprendimento non ha fine e ciò fa stare bene, in grado di evolversi e non invecchiare. Invecchiare è quando si smette di imparare.”

Il motivo per cui ho incontrato Ronit è probabilmente che entrambe, con linguaggi differenti (lei quello della danza, io quello della terapia riabilitativa) perseguiamo gli stessi obiettivi: esprimere sempre meglio la nostra professionalità; insegnare alle persone a far emergere le proprie potenzialità; insegnare loro ad amarsi per ciò che sono e per ciò che possono diventare. Ma, soprattutto, farlo attraverso un tracciato netto e replicabile: i risultati, quando arrivano, non compaiono per “magia”. Chi lavora su di sé deve avere chiaro il punto d’inizio e deve comprendere il percorso di apprendimento che ha generato il risultato. In altre parole, il nostro compito è anche insegnare a diventare più consapevoli e responsabili di se stessi. Ecco perché l’approccio che io utilizzo, il Metodo Feldenkrais, si adatta perfettamente alla tecnica che Ronit ha ideato per insegnare la danza, vale a dire al Metodo Ronit®.

Due parole sul Metodo Feldenkrais

Il Metodo Feldenkrais® è un sistema di apprendimento somatico che, attraverso il movimento e la consapevolezza, aiuta la persona a migliorare postura, coordinazione, flessibilità, autostima e permette di alleviare dolori e tensioni muscolari in modo gentile. Il Metodo viene applicato a ogni ambito dell’attività umana e può essere praticato da tutti, perché rispetta limiti e potenzialità di ogni persona.

Le strategie pedagogiche del Metodo forniscono validi strumenti per la riprogrammazione individuale e l’evoluzione di funzioni motorie più efficaci e vicine all’intenzione che le anima. Questo significa non solo progredire nella tecnica, ma anche imparare a riconoscere i propri stati di disagio e le abitudini di movimento dannose, insegnando alla persona a gestirle. Ma l’aspetto forse più interessante del Metodo Feldenkrais è che si diventa consapevoli del proprio repertorio innato di movimento, attingendo a risorse spesso sopite e nascoste, percependo tutto ciò come una maggiore libertà di movimento. In questo modo è possibile accedere a un livello di espressione corporea più vicino all’intuitività, ed è proprio accostandosi a questa dimensione che si conferisce un’impronta personale all’interpretazione artistica.

Per fare tutto ciò, durante le lezioni Feldenkrais, si utilizzano sequenze di movimento proprie dello sviluppo motorio del bambino, o del movimento di altre specie animali, o si prende spunto da movimenti abituali, etc, seguendo particolari tecniche di differenziazione e integrazione neuromotoria. Nonostante alla base del Metodo Feldenkrais ci siano teorie molto complesse, nella pratica la persona si rilassa, si incuriosisce, perfino si diverte. L’impressione è quella di “giocare” con il movimento proprio come quando eravamo bambini.

Il Metodo Ronit® è il frutto di una ricerca personale che percorre tracciati in parte paralleli a quelli del Metodo Feldenkrais. Tuttavia, mantiene la sua originalità e specificità: è dedicato all’apprendimento della danza orientale, che è movimento, disciplina e molto di più. Dal punto di vista del movimento, il Metodo Ronit fornisce, oltre che una moltitudine di esercizi per la libertà e la differenziazione dei segmenti corporei, una chiara consapevolezza dei riferimenti spaziali intorno ai quali la danza ha luogo: gli assi del corpo e la relazione con la forza di gravità. Potremmo dire che la danza orientale, dal punto di vista del movimento, è un vero e proprio fluire tutto intorno a questi assi:

1. L’asse verticale, che esprime il nostro dialogo con la forza di gravità attraverso la spinta dei piedi, l’orientamento del bacino e della testa e il gioco di movimento a spirale delle vertebre, che fungono da catena di trasmissione della forza;
2. L’asse orizzontale, o relazionale, attraverso il quale interagiamo con l’ambiente attraverso i movimenti degli arti (la chiusura e l’apertura, il loro avvicinarsi o allontanarsi dal centro del corpo);
3. L’asse di ogni osso e articolazione, dalle dita dei piedi al cranio: imparare a differenziare il movimento attorno a questi assi conferisce infinite sfumature ed espressioni al nostro movimento, proprio come, a partire dai colori di base e dalla scelta del pennello, il pittore interpreta la propria opera d’arte in modo del tutto originale e affine al sentire del momento.

Gli assi diventano i punti cardinali da cui non si prescinde e rispetto ai quali il movimento può essere coltivato, esaltato e abbellito.

Interiorizzando la “disciplina degli assi”, la persona può aumentare la padronanza muscolare ed eseguire in maniera differenziata – ma anche piacevole – movimenti sempre più complessi.

Parola chiave: interiorizzare

Spostare i propri riferimenti corporei dallo specchio e dall’imitazione visiva dell’insegnante verso i propri assi, cambia completamente il modo di apprendere. Significa liberarsi, durante l’esecuzione, dall’”egemonia degli occhi” e attingere a un patrimonio di sensibilità corporea che, con la sola imitazione visiva, viene soffocato e non può emergere.

Interiorizzare gli assi consente al danzatore, quando lavora allo specchio, di dedicare la propria attenzione visiva all’armonia con le compagne durante l’esecuzione di una coreografia. In questa prospettiva, la presenza dell’insegnante può essere considerata come quella di un direttore d’orchestra per i musicisti, più che un modello da imitare. Pensate a quanto, utilizzando questo punto di vista, possa cambiare la qualità della danza e la sincronizzazione di una coreografia.

Al di là di ogni descrizione soggettiva che della danza si può fare, al di là dei mille modi in cui la si può imparare, questo metodo consente di sviluppare la didattica della danza orientale (e, se vogliamo, della danza in generale) in modo “scientifico”, riproducibile, verificabile e assolutamente completo. Qualsiasi professionista del movimento e qualsiasi allievo potrà apprezzarlo, e i risultati non si faranno attendere.”

Roberta Gatto – Fisioterapista